Brand View
La maggior parte delle aziende non ha mai chiesto ai propri clienti perché hanno scelto loro. Lo intuisce dalla rete vendita, lo deduce dai numeri di fine anno. Non lo ha mai sentito dire con le parole di chi ha firmato l'ordine.
Andiamo a chiederlo noi. Dalle 10 alle 15 conversazioni con clienti, prospect, partner e fornitori, quaranta o cinquanta minuti ciascuna. Non un questionario, non percentuali: conversazioni, dove le persone dicono anche quello che a voi non direbbero mai.
Serve che ci diate accesso ai vostri clienti. È l'unica condizione non negoziabile del metodo, e c'è una ragione: senza la voce del mercato il lavoro resta un esercizio interno.
Poi la restituzione. Il gruppo decisionale al completo, una sola tavola davanti: la Matrice del Gap. Tre colonne, dichiarato, percepito, desiderato. Le righe che contano: posizionamento, punti di forza, valori vissuti, esperienza del cliente. Per ogni riga si vede dove interno ed esterno coincidono, dove divergono, quanta strada c'è da fare per arrivare dove volete arrivare. Le citazioni delle interviste, anonime, sono la parte che resta addosso.
Non è una presentazione da subire. Si chiude scegliendo insieme i due o tre gap prioritari, e costruendo su quelle priorità la Brand Roadmap: la strategia per colmarli.
Fasi di lavoro
- Dalle 10 alle 15 interviste qualitative con clienti, prospect, partner
- Sintesi della percezione esterna
- Incontro di restituzione
- Matrice del Gap e scelta delle priorità
- Brand Roadmap
Cosa ottieni
La fotografia della vostra posizione di partenza vista da fuori, le due o tre distanze da colmare per prime, e la Brand Roadmap: la strategia per colmarle.
Qui si chiude la configurazione BXD 1-2: la diagnosi completa, voce del mercato inclusa, con la strategia per agire. È la soglia minima con cui presentiamo il metodo, ed è già abbastanza per decidere cosa fare nei prossimi due anni.
Se volete che quella strategia venga tradotta in esperienza e non solo scritta, si continua con la Customer Experience.